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MAURO GRIFONI & MOSCOT a Verona

Copia di FlavioPozzan_Event

http://www.moscot.com/

Mauro Grifoni nella cornice del suo negozio di Verona ha ospitato il prestigioso marchio di occhiali Moscot per la presentazione della sua collezione AI 2012/13. Durante la serata abbiamo avuto il piacere di ascoltare due progetti musicali molto interessanti:

- Live Jazz from Gioele Pagliaccia & Ordinary People -

- DJ Kali set (Raw Standard) -

Un pò di info su questi musicisti e artisti:

Gioele Pagliaccia & Ordinary People

Ettore Martin: sax tenore

Ha inciso 5 album a proprio nome e collaborato con gente come Valerio Abeni, Marc Abrams, Mauro Beggio, Paolo Birro, David Boato, Guido Bombardieri, Roberto Bonati, Enzo Carpentieri, Piero Leveratto, Giovanni Maier, Massimo Manzi, Bruno Marini, Alberto Marsico, Saverio Tasca e Marcello Tonolo.
Ha suonato in numerosi Festival, Teatri e Jazz Club italiani e anche esteri: Jazzlent 97, Maribor (Slovenia) – Agharta Prague Jazz Festival e Prerov Jazz Festival 02 (Repubblica Ceca) – Italian Jazz in Melbourne 03 e 07 (Australia) – Con il Jazz sulla Grande Via della Seta 03, Tashkent e Samarcanda (Uzbekistan) – Sofia Jazz Peak 04 (Bulgaria) – Jakarta Anniversry Festival 04 (Indonesia) – Vancouver International Jazz Festival 06 (Canada) – Live Jazz Aarau 06 (Svizzera) – Poysdorf Jazz & Wine 07 (Austria) – Hong Kong Accademy for the Performing Arts – Xinghai Concert Hall, Guangzhou (Cina) – Babylon, Brno (Repubblica Ceca) – Bennett’s Lane, Melbourne (Australia) – Jazzatmaag, Zurigo (Svizzera) – Jazzfreunde, Bad Ischl (Austria) – Klub Studencki Zaczek, Cracovia (Polonia) – Lucerna Music Bar, Praga (Repubblica Ceca) – Purgeraj, Zagabria (Croazia) – Reduta Jazz Club, Praga (Repubblica Ceca) – The Cellar, Vancouver (Canada). Ha suonato con Gianni Basso, Mauro Beggio, Cecil Bridgewater, Paolo Birro, David Boato, Robert Bonisolo, Michele Calgaro, Gianni Cazzola, Kyle Gregory, Lee Harper, Piero Leveratto, Roberto Magris, Giovanni Maier, Alberto Marsico, Danilo Memoli, Andy Middleton, Cheryl Porter, Saverio Tasca, Marcello Tonolo e Brent Wallarab.
http://www.myspace.com/martinettore

Federico Pozzer: Fender Rhodes

Federico ha studiato pianoforte jazz con il M ° Danilo Memoli presso l ‘Accademia Musicale di Schio e ora è al III anno accademico del Dipartimento di Jazz presso il Conservatorio Pedrollo di Vicenza sotto la guida dei Maestri Paolo Birro, Pietro Tonolo, Salvatore Maiore, Sandro Gibellini e Mauro Beggio. Nell ‘ottobre 2011 è vincitore di una borsa di studio dell ‘Associazione Amici e Musicisti Jazz di Vicenza come promettente allievo del corso di Jazz del Conservatorio. Ha suonato con Michele Calgaro, Michele Polga, Ettore Martin, Mauro Baldassarre e nella Mingus Project Big Band ( Alex Sipiagin, Michele Calgaro, Gianluca Carollo, Ettore Martin) Ha frequentato seminari con esibizioni live di Roswell Rudd, Kyle Gregory, Eliot Zigmund, Fabrizio Puglisi, e tanti altri.

Roberto Bordiga: contrabbasso

Roberto Bordiga nasce il 20 Dicembre del 1976 a Brescia.
A 11 anni inizia il proprio percorso musicale studiando tromba ai corsi del M° Verzicco, in quel periodo ha l’occasione di esibirsi con una ensemble di studenti in varie manifestazioni e festival. Nel 1996 si esibisce con un quintetto di ottoni in alcuni teatri del nord Italia proponendo musica tradizionale spagnola.
La curiosità verso nuove forme musicali lo spinge a cercare altre sonorità, altri strumenti con cui esprimersi,dopo aver suonato il basso elettrico per alcuni anni, nel 2002 intraprende lo studio del contrabbasso che diventerà il suo strumento principale. Nello stesso anno si iscrive al corso di contrabbasso e armonia jazz del Centro Professione Musica di Milano diplomandosi nel 2004 sotto la guida di Paolino Dalla Porta. Non trascura la storia e la letteratura didattica classica del proprio strumento e si perfeziona studiando con il Prof.Stefano Pratissoli (1° Contrabbasso Orchestra Teatro La Fenice).
Comincia l’attività da contrabbassista suonando in varie manifestazioni e festival jazz tra le quali Jammin in The Garden 2003 con il quartetto del sassofonista newyorkese Michael Rosen, con Bebo Ferra alla chitarra.
Sempre durante l’estate del 2003 si esibisce a Lago Maggiore Jazz Festival con i Jazz Habits, aprendo il concerto del sassofonista americano Joshua Redman e al Festival jazzistico Dreamland sul lago d’Iseo con la prima formazione del Walter Beltrami Trio con Alessandro Paternesi alla batteria.
Nel Novembre 2003 vince il Premio Incroci Sonori Jazz di Moncalieri con la nuova ed attuale formazione del Walter Beltrami Trio, con Emanuele Maniscalco alla batteria e Walter Beltrami alla chitarra.
Si esibisce durante la rassegna stessa come supporter di Archie Shepp ed incide il cd Walter Beltrami trio- wb3 (philology introducing w715) Con il Walter Beltrami Trio ha suonato alla rassegna jazz milanese Metro Jazz Zone 2004.
Dal 24 Luglio al 7 Agosto 2005 frequenta la 35° edizione dei seminari Senesi di musica Jazz, perfezionandosi al corso di contrabbasso con Furio Di Castri e Pietro Leveratto. Ha suonato nelle Combo Class di Stefano Battaglia, Enrico Rava, Franco D’andrea, Achille Succi ed Eugenio Colombo.
Per riconoscimento delle doti artistiche, l’associazione Siena Jazz gli assegna una borsa di studio. Sempre durante Siena Jazz 2005 si esibisce in concerto con Franco D’andrea, Achille Succi ed Eugenio Colombo.
Attualmente partecipa al laboratorio permanente di ricerca musicale diretto dal pianista e compositore Stefano Battaglia. Collabora come side-man in varie formazioni ed è impegnato con il Walter Beltrami Trio per l’attività concertistica e per i nuovi progetti discografici.
http://www.myspace.com/robertobordiga

Gioele Pagliaccia: batteria & percussioni

Collaborazioni sia in Italia che all ‘estero con musicisti come Henry Cook (Either Orchestra, Foumadou Don Moye, Mulatu Astatke), Joe Lally (Fugazi, John Frusciante, Josh Klinghoffer), Danilo Gallo (Francesco Bearzatti Tinissima, Marc Ribot, Uri Caine), Alfonso Santimone (Patrizia Laquidara, Greg Cohen, Gianluca Petrella’s Cosmic Band), Piero Bittolo Bon (Jump The Shark, John Tchicai, Jamaaladeen Tacuma), Roberto Raciti (John Tchicai, Franco Ferguson, Marta Raviglia), Massimo Pupillo (ZU, Mike Patton, Peter Brotzmann, Han Bennink), Scott Rosenberg (Anthony Braxton, Jacopo Andreini, John Shiurba), Giacomo Ancillotto (Enrico Rava, Baap!), Will Bernard (Stanton Moore Trio, Don Cherry, Tom Waits, Charlie Hunter), Daniele Tittarelli, Michele Polga, Glauco Benedetti, Sergio Gonzo,Marco Quaresimin e tanti altri.
Ha studiato musica in America e frequentato i locali jazz di San Francisco, Portland e New York avendo la possibilita ‘ di suonare con musicisti come Wil Blades, Fil Lorenz, Ches Smith ed altri.
Ha tenuto concerti in Italia, Francia, U.S.A., Repubblica Dominicana, Slovenia e Giappone.
www.gioelepagliaccia.com

Dj Kali

www.soundcloud.com/djkali

Stefano Guerrini meets Carlo Contrada

Una donna intellettuale, colta, sofisticata quella di Carlo Contrada, giovane talento del fashion design Made in Italy che, con il duo Co|Te e Yojiro Kake, nuovo Polimodatalent, ha partecipato durante l’ultima settimana della moda a Milano a Talents on Show, una serata in cui la boutique di Mauro Grifoni ha ospitato talenti creativi interessanti. Sapienza sartoriale e innovazione nei materiali, per proposte mai eccessive, figlie di un lusso discreto, la moda di Contrada si fa notare per la qualità e per la contemporanea eleganza.
Abbiamo incontrato il designer.

Una donna intellettuale, colta, sofisticata quella di Carlo Contrada, giovane talento del fashion design Made in Italy che, con il duo Co|Te e Yojiro Kake, nuovo Polimodatalent, ha partecipato durante l’ultima settimana della moda a Milano a Talents on Show, una serata in cui la boutique di Mauro Grifoni ha ospitato talenti creativi interessanti. Sapienza sartoriale e innovazione nei materiali, per proposte mai eccessive, figlie di un lusso discreto, la moda di Contrada si fa notare per la qualità e per la contemporanea eleganza.

Abbiamo incontrato il designer.

SG Come sei arrivato alla moda e quando hai deciso di farne una professione?

Alla moda ci si arriva quando una passione, unita a una tosta tenacia, diventano punti fondamentali e determinanti per la propria felicità: in modo molto naturale è diventata una professione perché le mie giornate le trascorro tra studi, emozioni e continui confronti.

SG Ci parli delle tue creazioni e del tuo stile?

Sono una persona molto introversa e quindi è difficile per me esprimere con le parole il mio stile e forse questo rappresenta il successo delle mie creazioni, perché sono l’espressione del mio carattere e della mia personalità.

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SG Pensando invece alle tue creazioni, quali icone ispirative hai? Che personaggi hai in mente quando crei? E, in generale da dove arrivano gli input?

Penso che oggi per noi giovani emergenti sia difficile pensare a delle icone, perché apparteniamo a una generazione di designer e non di stilisti; la moda è una storia meravigliosa, culturalmente radicata, che è già stata scritta: il nostro compito è quello di rileggerla in modo personale e con una nuova progettualità, che è il principio sul quale un designer deve lavorare per dare nuovi contenuti di contemporaneità.

SG Riguardando al tuo percorso, quali sono i ricordi più belli che hai legati a questa professione?

Sicuramente nella mia memoria tra i momenti più belli di questo personale percorso ricordo il mio primo giorno in sartoria, la mia prima sfilata, il mio primo giorno da Vogue Talent e oggi essere rappresentato da uno Showroom tra i più prestigiosi, che hanno cresciuto e ancora oggi promuovono nomi che fanno parte della storia della moda.

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SG Sei anche un docente di moda, come ti trovi in questo ruolo e quale l’importanza delle scuole in un percorso come quello dello stilista?

Mi ritengo molto fortunato a condividere parte delle mie giornate con dei giovanissimi in una Università prestigiosa come lo Iuav, un contenitore e un network culturale fortissimo, che diventa fondamentale per un percorso come il mio.

SG Che cosa rappresenta il bello per te? Riesci a definire la bellezza secondo Carlo Contrada?

Bello è tutto ciò che è semplice e che arriva: tutto ciò che ha un sapore intenso perché pensato, progettato e vissuto.

SG In tempo di crisi, come vive e lavora un giovane designer?

Non so cosa sia la crisi perché la mia professione è iniziata in un momento definito difficile e complicato: mi ritengo comunque fortunato perché lavoro in una realtà di cambiamenti e quindi stimolo per continue riflessioni.

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SG Hai partecipato di recente ad una iniziativa che si è tenuta nel flagship di Mauro Grifoni a Milano. Quanto pensi siano importanti questi momenti, anche di confronto con altre realtà creative del settore?

Penso a Mauro Grifoni come a una realtà contemporanea e questo lo dimostra il fatto di essere stato uno degli ospiti. Un’opportunità importante perché la creatività è qualcosa di puro e pulito da condividere.

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consigli per il week end ( 3 parte ): libro + disco + città

Cesare Morisco, si occupa di pubblica relazioni, designer e blogger www.risopatateborchie.blospot.com
Un libro da leggere
Recentemente ho letto “Il curioso caso di Benjamin Button”, è una storia molto bella, affascinante e coinvolgente, è stata portata al cinema da David Fincher con Brad Pitt protagonista, ma non ho visto la pellicola. Mi sono invece perso nelle pagine del libro di Francis Scott Fitzgerald, che racconta di questo signore che nasce vecchio e muore giovane, è il capovolgomento del normale ciclo della vita. Ne rimarrete conquistati!
Un disco da riascoltare o scoprire
Se volete per un attimo astrarvi dai ritmi quotidiani, entrare in un’atmosfera retrò, immaginarvi in un locale anni settanta, mentre sorseggiate qualcosa immersi in un po’ di fumo, con una meravigliosa musica sullo sfondo, ho il disco che fa per voi! Donny Hathaway è purtroppo scomparso nel 1979, dopo aver raggiunto anche un ottimo successo nel mondo r’n’b. Il suo primissimo album  “Everything Is Everything” è una chicca. La prima volta che l’ho ascoltato mi ha portato lontano, in un’America che non so se c’è ancora, con tanto soul a scaldarmi l’anima.
Una città-un negozio-una mostra
Sono pugliese e anche molto legato alla mia regione, quando posso cerco di viverla il più possibile. Per questo mi fa piacere segnalare una città, Gioia del Colle, in provincia di Bari, che io adoro. È un paese dove ci sono molti caseifici e si mangia la mozzarella doc pugliese, per cui consigliatissimo per chi adora le mete dove si può sperimentare, e mangiare, i tesori locali che poi diventano famosi nel mondo, la filosofia del glocal insegna. Poi vi consiglio anche di cercare nel centro cittadino il negozio di abiti Civico 8, principalmente uomo, la location mi piace molto, è in cemento e legno, uno spazio minimal, ma con pezzi vintage. Fanno una ricerca di brand davvero interessante.

Cesare Morisco, si occupa di pubblica relazioni, designer e blogger www.risopatateborchie.blospot.com

Un libro da leggere

Recentemente ho letto “Il curioso caso di Benjamin Button”, è una storia molto bella, affascinante e coinvolgente, è stata portata al cinema da David Fincher con Brad Pitt protagonista, ma non ho visto la pellicola. Mi sono invece perso nelle pagine del libro di Francis Scott Fitzgerald, che racconta di questo signore che nasce vecchio e muore giovane, è il capovolgomento del normale ciclo della vita. Ne rimarrete conquistati!

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Un disco da riascoltare o scoprire

Se volete per un attimo astrarvi dai ritmi quotidiani, entrare in un’atmosfera retrò, immaginarvi in un locale anni settanta, mentre sorseggiate qualcosa immersi in un po’ di fumo, con una meravigliosa musica sullo sfondo, ho il disco che fa per voi! Donny Hathaway è purtroppo scomparso nel 1979, dopo aver raggiunto anche un ottimo successo nel mondo r’n’b. Il suo primissimo album “Everything Is Everything” è una chicca. La prima volta che l’ho ascoltato mi ha portato lontano, in un’America che non so se c’è ancora, con tanto soul a scaldarmi l’anima.

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Una città-un negozio-una mostra

Sono pugliese e anche molto legato alla mia regione, quando posso cerco di viverla il più possibile. Per questo mi fa piacere segnalare una città, Gioia del Colle, in provincia di Bari, che io adoro. È un paese dove ci sono molti caseifici e si mangia la mozzarella doc pugliese, per cui consigliatissimo per chi adora le mete dove si può sperimentare, e mangiare, i tesori locali che poi diventano famosi nel mondo, la filosofia del glocal insegna. Poi vi consiglio anche di cercare nel centro cittadino il negozio di abiti Civico 8, principalmente uomo, la location mi piace molto, è in cemento e legno, uno spazio minimal, ma con pezzi vintage. Fanno una ricerca di brand davvero interessante.

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Corridor & Stairs – 17 Aprile

 

Il 17  Aprile, in concomitanza con il Salone del Mobile, Corridor & Stairs ha ospitato il suo secondo evento.

L’ installazione  intitolata  ”Istruzioni per salire le scale”  è stata curata da Salottobuono, che ha studiato appositamente  un progetto per il nostro spazio Corridor and Stairs,  nuovo e  atipico progetto culturale di Mauro Grifoni.

L’installazione lavora sui codici tipici di Salottobuono ad oggi uno dei soggetti di ricerca nel design e nell’architettura più interessanti a livello internazionale.

Corridoio = stanza = soglia = scala. Salottobuono altera così le condizioni topografiche di un luogo, ne scompone e sovrappone gli usi, e registra l’esperienza dilatata di un’ascesa. In occasione della settimana del design milanese e fino al 8 Maggio  Corridor and Stairs offre così una nuova esperienza di percorso dell’angusto corridoio che compone una delle sue caratteristiche.

Il visitatore si troverà immerso in una visione paradossale di uno spazio che pensa scontato e accessibile. Il tutto durante la serata del 17 Aprile è stato registrato da un apparato fotografico, in real time.

Qui sotto, immagini della serata, dell’installazione e di chi quella sera è venuto a fare le scale con noi.

per saperne di più su Salottobuono: http://www.salottobuono.net/

Immagine anteprima YouTube

 

Video-inaugurazione Corridor & Stairs – 24 Febbraio

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Qui il video dell’evento!

SHE. styling @Stefano Guerrini

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Eravamo rimasti con Stefano Guerrini che girava per lo store alla ricerca di pezzi must… ed ora lo ritroviamo a interpretare la P/E 2012 Mauro Grifoni col suo styling.

Guardate e giudicate!

Photo: Omar Macchiavelli

Styling: Stefano Guerrini

Styling assistant: Gianluca Barolo

Hair and Make Up: Susanna Mazzola

Model: Michelle Zwoferink @ Boom Models Agency

Location: Mauro Grifoni’s pressoffice, via S. Spirito 17 – Milan.

Tutti i capi sono della collezione p/e 2012 di MAURO GRIFONI, eccetto dove segnalato.

Corridor & Stairs. L’inaugurazione!

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Il 24 Febbraio ha inaugurato la Photo Fashion Gallery “Corridor & Stairs” con un’anticipazione della mostra dedicata a Diana Vreeland (Palazzo Fortuny, Venezia 10 Marzo – 25 Giugno 2012).

“Bizzare, colorquake, flamboyant, personalites, allure” sarà aperta con ingresso libero fino al 6 Aprile, in via S. Spitio 17, dalle 11.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Con cadenza regolare, saranno allestite altre nuove piccole mostre.

When Stefano met Mauro

Di Stefano Guerrini

Ho avuto modo di incontrare spesso in passato Mauro Grifoni a presentazioni, fiere importanti come Pitti, press day, ricavandone sempre l’impressione di una persona che vive il proprio lavoro in maniera passionale e intensa, ogni volta il suo modo di raccontare una collezione, le ispirazioni e il suo mondo mi ha trasmesso moltissimo, fino a quando lo intervistai la prima volta con calma, rimanendo conquistato dal bagaglio di conoscenze che il designer possiede. E mi ricordo una conversazione dettagliata su tessuti e tecniche di lavorazione, dalla quale uscii con tanti appunti e l’idea che avrei dovuto io stesso mettermi a studiare un sacco di cose. Mauro è una persona dai molti interessi, che si traducono spesso nel suo mondo creativo e progettuale, come l’amore per il Giappone, cresciuto nel tempo grazie ai viaggi di ricerca.

Questa chiacchierata nasce dalla voglia di farvi scoprire un po’ di più di questo stilista che non ama apparire e di solito preferisce far parlare le sue collezioni, di rivelare nel possibile quella dimensione umana, molto ricca, che si nasconde dietro a un impegno di anni nel mondo della moda. Con un ritmo serrato e velocissimo, grazie a domande immediate, quasi da questionario di Proust, ho cercato quindi di regalarvi qualche input sull’uomo Mauro Grifoni, che si cela dietro lo stilista Mauro Grifoni. Spero di esserci riuscito. Eccovi il nostro ‘botta e risposta’.

1 Definisci il tuo stile con tre aggettivi.  Puro, essenziale, coerente.

2 Primo abito pensato e disegnato?  Una camicia da uomo.

3 Il più grande obiettivo raggiunto fino ad ora?  Essere libero di scegliere e decidere.

4 Un ricordo legato al tuo lavoro?  Alcune nottate passate al freddo nel nostro primo laboratorio di camiceria a rimediare ad alcuni errori di produzione.

5 Icona di riferimento?  Oscar Wilde, un dandy vero nell’800.

6 Un personaggio della fantasia (da un libro, da un film…) che ti piacerebbe vestire?  In realtà non riesco a pensare ad un personaggio inventato, preferisco una icona di riferimento reale, ma che non c’è più, come Jim Morrison.

7 Un disco che ti ha cambiato la vita?  Una canzone mi può modificare l’umore e un buon disco accompagnarmi nel trascorrere una buona giornata. Non ho un disco specifico che mi abbia influenzato così tanto. Però “London Calling” dei Clash è un pezzo che ha avuto molta importanza per me.

8 Ultimo concerto visto live?  I Massive Attack nel 2010 a Venezia, bellissimo concerto e adoro le loro “Live with me” e “Unfinished sympathy”.

9 Ultimo film visto in sala e ultimo in dvd (o blue ray)?  Al cinema “La pelle che abito”, che ho voluto vedere avendo già letto “Tarantola”, il libro di Thierry Jonquet da cui è stato tratto, mentre in dvd “The tourist”.

10 Il primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera?  Appena sveglio penso: “Ma quante cose devo fare oggi!?”; poi la sera: “Avrò fatto tutto!?”.

11 Il profumo che usi? Cardinal by James Heeley.

12 Sai cucinare? Piatto preferito? Diciamo che ai fornelli me la cavo. Il mio piatto preferito? Penso i paccheri con sugo di pesce e curry.

13 Perché il tuo amore per il Giappone? Perché è un paese all’avanguardia e allo stesso tempo protegge e valorizza la sua storia e le sue tradizioni. Perché esiste un rispetto totale verso il prossimo e poi perché ogni volta che ci vado imparo qualcosa. Ammetto: sono un po’ invidioso del Giappone, mi piacerebbe che tutto questo accadesse in Italia!

14 Che musica hai in sottofondo quando crei? Ascolto di tutto, soprattutto musica internazionale dai Radiohead agli Hurts, passando per Inxs, Talking Heads, ma anche artisti italiani tipo Negramaro.

15 Sei uno sportivo? Sei un tifoso? Sono uno sportivo della domenica e questo vale anche per il tifo. Posso però dirti che fra gli sportivi ammiro Valentino Rossi e che la mia squadra del cuore è l’Inter.

16 Nella tavolozza cromatica, quale il colore più vicino al tuo stile? Il blu, è un colore che mi trasmette sicurezza.

17 Il libro che hai sul comodino? La biografia del compianto Steve Jobs, l’unico che negli ultimi anni sia riuscito a creare quel prodotto che tutti vorrebbero e un vero e proprio mondo attorno a quel prodotto.

18 L’oggetto che ti è più caro? Un orologio prezioso, regalo di una persona molto cara.

19 Un designer del passato che ti ha influenzato? Più di tutti: Yves Saint Laurent.

20 Cosa non deve mancare nel guardaroba di un uomo? Cosa in quello di una donna e cosa nel tuo? Un trench, un blazer, una maglia in cashmere, una camicia con polso per gemelli, un pantaloni con 2 pinces per l’uomo e per lei: un trench, un pantalone pigiama in seta, una camicia da uomo, una maglia over. Mentre nel mio c’è già abbastanza!

21 Mi dai la tua personale definizione di eleganza? Chi ha la fortuna di possedere grazia e semplicità è una persona elegante.

22 Che cosa è bello per te? Se si parla in senso estetico una cosa è bella quando più la guardo e più mi porta a riguardarla.

23 La qualità che preferisci in un uomo? L’ironia.

24 Cosa ti colpisce di più in una donna? La semplicità.

25 Un tuo piccolo lusso? Svegliarmi la mattina e guardare dalla vetrata i colli dove abito e ogni giorno li trovo sempre più belli.

26 La frase che più ti rappresenta? “Dimmi, ti ascolto!”.

27 Il futuro è? Il futuro è vita.

Operation Collaboration: Stefano Guerrini per Mauro Grifoni

Abbiamo il piacere e l’onore di ospitare, oltre che un amico, una delle penne – pardon – tastiere… più ironiche, originali e preparate del web! Stefano Guerrini sarà il nostro guest-author d’eccezione per i prossimi post.

E come da ogni collaborazione che si rispetti, ve lo presentiamo…

luigi miano

photo by Luigi Miano

Stefano Guerrini, fino allo scorso anno fashion editor di Made With Style, collaboratore di testate tra cui Velvet e Modem, creatore di www.webelieveinstyle.it, editor at large di www.dapasserella.it, insegna editoria della moda e moda contemporanea allo Ied, ed ha partecipato al progetto della scuola “Fashion Academy” con Anna Dello Russo, diventato un reality su Bonsai Tv.

Si considera un archeologo pop, un appassionato di moda e un ricercatore di stile.

Il suo blog lepillolediStefano.gqitalia.it, regala delle vere perle. In chiave spesso ironica e in maniera sempre molto appassionata, presenta una chicca dietro l’altra sul fashion system, i suoi dietro le quinte e non solo.

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photo by Andrea Ferrato

Come ti è venuta in mente l’idea di questo blog?

“In maniera abbastanza casuale e spontanea. Le pillole di Stefano all’inizio era una newsletter che facevo per i miei amici: mi diverte giochicchiare con le cose che mi piacciono. Poi è stato creato un sito, che però non aveva la stessa immediatezza che può offrire un blog, perché mi serviva un esperto che potesse seguire la parte tecnica. Così ho creato, inizialmente in Blogspot, il mio blog, che ora è uno di quelli in evidenza del sito di GQ Italia. Poi è nato webelieveinstyle.it, dove dialogo con mezzi che sul blog non usavo, come il video, che è stata una scoperta!

Di te dici: “Sono un Fashion Victim, il mio mantra è Been there, done that, got the T-shirt”. Ecco, quante t-shirt hai?

“Questo era il vecchio ‘motto’ del blog. La parte in inglese è una citazione del compianto, e da me immensamente amato, Alexander McQueen che mi è subito piaciuta e divertito molto, occhieggia al fashion system e a tutto quel mondo di eventi dove corri il rischio davvero di portartela a casa la T-shirt! Ma tanto non sono mai della mia taglia e allora le archivio e le tengo per ricordo. Sono un amante dei gadget, fin da quando ero piccolo compro le pins ad esempio, e nel blog io segnalo, diciamo… un particolare apprezzamento per un oggetto e il desiderio di possederlo, ma è un gioco scherzoso fra me e i miei lettori. Ecco forse sono più fashion addicted che fashion victim. E alla fine mi piace scherzare, ma preferisco che traspaia il mio enorme rispetto per la cultura della moda, più che un lato meramente superficiale, anche se nel mio approccio al blog e alla scrittura sul web sono molto pop.”

Cosa avresti voluto fare da grande?

“Il medico. E lo sono diventato.”

lucio aru

photo by Lucio Aru

E il tuo sogno nel cassetto?

“Incontrare Madonna. Anzi no, andare a cena con Madonna e Lady Gaga. Oppure avere uno spazio più continuativo nell’editoria mainstream: lavorare con Anna Wintour o per le mie testate mito, come Interview e il Love di Katie Grand. Forse, più genericamente, continuare a fare quello che amo, poter trasmettere le mie passioni agli altri, attraverso quello che faccio, che sia un articolo o un servizio fotografico, la direzione artistica di una mostra o l’insegnamento.”

Si è discusso per la candidatura di Internet al premio Nobel per la pace. Cosa ne pensi?

“Internet ha contribuito a collegare le persone nel mondo, non ci sono più barriere, e sicuramente gli devono essere riconosciuti dei meriti. Ma il Nobel è un premio in denaro, che viene dato a delle persone in modo che possano continuare a fare ciò per cui si sono guadagnate questo merito. Internet non è una persona fisica, ma uno strumento che utilizziamo tutti noi, se vogliamo siamo noi Internet, e cosa si fa, ci dividiamo i soldi?!

Conosco tanti blog, di gente che vive sotto le bombe, che racconta la povertà e le lotte. Avrebbe più senso, e sarebbe più interessante, premiare queste persone.

Quindi si dovrebbe ragionare su cos’è Internet e su cosa vuole significare il Nobel per la pace!

E questo è detto da uno che vive con Internet e pranza davanti lo schermo del pc…”

Nel 2022 sarà sopravvissuto Internet o la carta stampata?
”Io adoro Internet, lo ribadisco, ma l’aspetto emozionale della carta stampata è parte di me. Colleziono giornali, arredo coi giornali… la mia speranza è che possano sopravvivere entrambi, insegnandoci a vivere anche in maniera assolutamente etica, ecofriendly e non estraniante: quindi non come automi davanti al web, ma neanche pro distruzione foreste! Trovando un mondo per equilibrare tutto.”

gianluca mazza

photo by Gianluca Mazza

Dai un tuo giudizio sulla linea Mauro Grifoni.

“Io stimo Mauro Grifoni sia come uomo, che come marchio. Apprezzo la persona, affascinante, con una cultura profonda del tessuto e soprattutto del denim; mi piace l’attenzione che presta alla ricerca, e la sua cura per i dettagli. Ho avuto il piacere di incontrarlo ed è facile rimanere colpiti dalla conoscenza che ha del suo settore. Realizza anche degli accessori bellissimi ed uso i suoi prodotti per gli shooting.”

Andrea Ferrato

photo by Andrea Ferrato

Portraits by StudioSmog

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